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Il KI nelle arti marziali

Il KI nelle parole Kiai e Aikido

Alcuni pensano che si tratti di un potere soprannaturale che solo porchi esperti di arti marziali riescono ad ottenere. Ma la verità è che il KI è presente in tutti gli esseri viventi, è semplicemente forza vitale. Anche se non si vede, si può percepire. Il KI circola nel corpo umano ma il suo flusso può incontrare difficoltà se vi sono problemi, sia a livello fisico che mentale.

Il KI si usa anche nel metodo per il miglioramento del corpo e della mente del REIKI ⎡靈氣⎦, parola composta dagli ideogrammi che in questo caso hanno il significato di: "energia" + "vitale".

A seconda delle arti marziali, il KI viene allenato in maniera diversa ma in tutti i casi si cerca il controllo dell'energia. Ciò si ottiene mediante i KATA ⎡型⎦ e gli esercizi di respirazione. Per esempio: il "KIAI!" del KARATE ⎡空手⎦ e di altri arti marziali (che non consiste in un grido intimidatorio) non esce dalla gola ma del basso ventre e va sempre accompagnato da un colpo con determinazione. L' AIKIDO ⎡合氣道⎦, come il Reiki, contiene il concetto di KI nel suo nome: "la via dell'unità e dell'energia".

In tutte le discipline di arti marziali giapponesi, il KI deve essere imparato bene per aumentare la concentrazione, il rilassamento, la vigilanza, l'auto-posizionamento, l'equilibrio (sia fisico che mentale) e per perfezionare ogni tecnica. Si potrebbe dire che il grado di controllo del proprio KI, corrisponde al livello di pratica dell'arte marziale. Questo comporta quindi molti anni di pratica per raggiungere un totale controllo del KI.

Nelle immagini è illustrato il kanji (ideogramma) moderno di KI, usato nelle parole come "kiai" e il kanji antico di KI, usato nelle parole "aikido" e "reiki".