REIKI  energia vitale

Sentire l'accumolo di tossine

Sentire il Byosen

Nel Jikiden Reiki, la persona beneficiaria del trattamento si sdraia sull'apposito lettino dotato di sostegno per la testa e le braccia. Dove il terapista appoggia le mani e per quanto tempo, dipende dal BYŌSEN⎡病腺⎦: bisogna infatti rimanere nelle zone del corpo che hanno maggiormente bisogno finchè il livello di tossine si sia notevolmente ridotto.

La parola Byōsen è composta da due kanji (ideogrammi): il primo significa "malato, tossico" mentre il secondo signifca "grumo" che ostacola il flusso di energia. Quindi si tratta di un grumo di tossine ristagnanti in una determinata parte del corpo causato da un problema appena sorto o in fase di sviluppo. La maggior parte delle volte il Byōsen nasce nei reni e si diffonde verso le scapole, le spalle, le ascelle, il collo e verso tutte le articolazioni del corpo. Molte persone hanno le spalle contratte, la schiena bloccata e non si rendono conto che sono i segnali che il corpo manda per avvisare che c'è qualcosa che non va. Le tossine lavorano come una colla che attacca muscoli ed organi causando il loro malfunzionamento e deterioramento. Per sciogliere il grumo di tossine serve energia, e le nostre mani hanno l'abilità di sentire in quale parte del corpo c'è il blocco.

Mikao Usui elaborò una particolare tecnica chiamata Reiju che, svolta e ripetuta nell'arco di 2 giorni consecutivi, permette ai praticanti Reiki di percepire particolari sensazioni nelle mani quando le posano sulle parti del corpo dove c'è il Byōsen. Le sensazioni diminuiscono con il procedere del trattamento Reiki, perchè il grumo ha incominciato a sciogliersi e a diminuire, laciando scorrere l'energia.

I livelli del Byōsen (dal problema più blando al problema più grave):

  1. ON NETSU  (caldo)
    Quando si posano le mani su una parte contratta del corpo, nelle mani si sente una sensazione di calore uguale o poco superiore alla normale temperatura corporea.
  2. ATSUI ON NETSU  (caldo intenso)
    Calore maggiore rispetto la temperatura corporea.
  3. PIRI PIRI KAN  (formicolio)
    In questo caso ci si trova di fronte ad una contrattura del corpo molto più rigida. La sensazione che si sente nelle mani (palmo e dita) è l'equivalente di un formicolio, vibrazioni elettriche, punzecchiature.
  4. HIBIKI  (pulsazione)
    In questo caso si sente il Reiki stimolare la circolazione del sangue e la sensazione che si sente nelle mani è quella di contrazione ed espansione. Questo è dovuto al fatto che la circolazione del sangue è attivata e il sangue inizia a scorrere senza più intoppi.
  5. ITAMI  (dolore)
    Quando si sente una sensazione di dolore nelle mani, significa che si è in presenza di un grave problema o di un un problema appena accaduto. Se il problema è molto serio, il dolore nelle mani sarà maggiore. Il dolore potrebbe partire dal palmo delle mani fino a spostari sul davanti, per proseguire fino ai polsi ed arrivare fino ai gomiti. Nei casi più gravi il terapista sente il dolore arrivare fino alle spalle.

La signora americana Takata, capostipite del Reiki occidentale, non insegnò il concetto di Byōsen ai suoi studenti alla fine degli anni '70, mentre si presuppone che lo abbia praticato e insegnato fra il 1936 e il 1941, quando insegnava Shoden e Okuden agli americani di origine giapponese alle Hawaii (USA). Nel Reiki occidentale quindi non è presente il concetto di Byōsen.

Le sessioni di Reiju, l'insegnamento completo e la pratica del Byōsen avvengono nel seminario ZENKI (Shoden) di Jikiden Reiki.